Il caffè più pregiato e raro del mondo è il "Kopi Luwak", si produce in Indonesia. La produzione è dell'ordine dei circa 200 kg annui, con un conseguente altissimo prezzo di vendita e difficoltà nel reperirlo.
La particolarità del Kopi Luwak sta nel fatto che si tratta di chicchi di caffè mangiati e digeriti dallo zibetto delle palme (luwak), raccolti poi a mano e tostati normalmente. È proprio così: il caffè più caro del mondo non deriva direttamente dai frutti del caffè ma dall' intestino di un animale! E i conoscitori del caffè Kopi Luwak confermano il suo aroma speciale e particolare. Nell'analisi sensoriale risulta estremamente corposo e liquoroso, con sapore di erbe aromatiche e confettura di arance amare. Il retrogusto, denso e molto persistente, ci regala un'improbabile essenza di rabarbaro.
L’Espresso Italiano
I numeri dell’espresso: 7 grammi, 9 atmosfere, 90 gradi, 28 secondi
Da circa cinquanta grani di caffè macinati finemente e fatti attraversare da acqua calda ad elevata pressione, si ottiene non solo la nera bevanda, amata già dall’antichità, ma anche un concentrato di corposità dotato di intensi aromi. Le sensazioni che l’espresso dà, non finiscono all’istante, ma persistono a lungo nel tempo.
Il caffè espresso all’italiana viene creato grazie a precisi parametri:
si utilizzano circa 6,5–7,2 grammi di caffè sapientemente tostato e macinato adeguatamente.
Il caffè va macinato e pressato al momento (con l’apposito pressino) nel filtro con una forza di circa 15-20 kg.
L’acqua deve avere una pressione di circa 9 atmosfere e una temperatura che va dagli 88° ai 92°C. Il tempo di contatto ideale nella macchina del caffè, tra l’acqua calda ed il caffè, va dai 20 a 28 secondi. Infine per l’espresso viene utilizzata normalmente una tazza di porcellana bianca, che deve essere sempre ben calda (40°C) e asciutta.
Una tazzina di caffè apporta circa 2 calorie se amaro, e circa 15 – 20 calorie per ogni cucchiaino di zucchero aggiunto.
In media si può calcolare che una tazzina di caffè contenga 80 milligrammi di caffeina. La caffeina (come la teofilina del tè e la teobromina del cacao) è una sostanza definita metilxantina, che stimola il sistema nervoso centrale (maggiore attenzione e aggressività) e la contrazione del muscolo cardiaco, in pratica accelera il ritmo del cuore e innalza la quantità di sangue pompato. Permette una respirazione più ampia, agendo sulla muscolatura liscia dei bronchi; consente di avere a disposizione maggior energia durante uno sforzo, favorendo l’utilizzo dei grassi. L’insieme di queste caratteristiche ha determinato che la caffeina fosse inserita tra le sostanze dopanti (il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, considera positivo il test della caffeina con una concentrazione superiore ai 12 milligrammi per litro, questo non avviene assumendo due o tre tazzine di caffè al giorno, ma perlomeno duplicando o triplicando le dosi).
Il caffè riduce gli stati di sonnolenza, ma può provocare anche un ritardo nella comparsa del sonno, soprattutto nei soggetti poco abituati ad assumerlo; forti dosi possono causare ansietà, nervosismo e difficoltà nel recupero. Gli ipertesi non possono ingerirne più di una tazzina al giorno. L’espresso del bar, per effetto della più rapida preparazione, rispetto al caffè preparato a casa con la classica moka (tempi di contatto superiori ai tre minuti) contiene meno caffeina.
L’unico tipo di caffè che non contiene caffeina è il decaffeinato e per essere considerato tale deve contenerne meno dello 0,1% se tostato e meno dello 0,3% se solubile, con riferimento alla sostanza secca.